NOMI DIVINI

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I cabalisti servono il tetragramma divino in quattro maniere principali:

JHVH

che non pronunciano ma che sillabano: Jod, he vau hé, e che noi pronunciamo Jehovah, contrariamente a qualsiasi analogia, poiché il tetragramma figurato in questa maniera sarebbe composto da sei lettere.

ADNI

che pronunciamo Adonai, che significa Signore.

AHIH

che pronunciamo Eieie, che significa Essere.

AGLA

che si pronuncia come si scrive, e che in senso geroglifico racchiude tutti i misteri della cabala.

In effetti la lettera Aleph è la prima dell’alfabeto ebraico; esprime l’unità e in senso geroglifico rappresenta il dogma di Ermete: “Colui che è superiore è analogo a colui che è inferiore.” Infatti questa lettera è come due braccia una delle quali indica la terra e l’altra il cielo con gesto simile.

La lettera Ghimel è la terza dell’alfabeto ed esprime numericamente il ternario e geroglificamente il parto, la fecondità.

La lettera Lamed è la dodicesima ed esprime il ciclo perfetto. Come segno geroglifico rappresenta la circolazione del moto perpetuo e il rapporto del raggio e della circonferenza.

La lettera Aleph ripetuta è l’espressione della sintesi.

Allora il nome AGLA ha i seguenti significati:

L’unità che per mezzo del ternario adempie il ciclo dei numeri per ritonare all’unità;

Il principio della fecondità della natura che è tutt’uno con essa;

La verità prima che feconda la scienza e la riconduce all’unità;

La sillessi, l’analisi, la scienza e la sintesi;

Le tre persone divine che sono un Dio solo. Il segreto della grande opera, ossia la fissità della luce astrale attraverso una sovrana emissione di volontà è ciò che gli adepti raffiguravano con un serpente trafitto da una freccia che formava con essa la lettera Aleph.

Poi le tre operazioni, dissolvere, sublimare, fissare, che corrispondono alle tre sostanze necessarie, sale, zolfo, e mercurio, il tutto espresso dalla lettera Ghimel.

Poi le dodici chiavi di Basile (Valentino) indicate da Lamed.

Finalmente l’opera è completata in modo conforme al suo principio, e che riproduce il principio stesso.

Saper leggere questa parola e pronunciarla significa comprendere i misteri e tradurre in azioni queste conoscenze assolute, ossia avere la chiave delle meraviglie.

Per pronunciare il nome di AGLA in senso cabalistico significa subire tutte le prove dell’iniziazione e portarne a compimento tutte le opere.

Il nome di Jehovah si scompone in settantadue nomi esplicativi che chiamiamo Schemhamphoras. L’arte di usare questi settantadue nomi e di trovarne le chiavi della scienza universale è ciò che i cabalisti hanno chiamato le clavicole di Salomone.

Infatti dopo le raccolte di evocazioni e di preghiere con questo titolo, troviamo normalmente settantadue cerchi magici che formano trentasei talismani. Ciascuno di questi trentasei talismani porta due dei settantadue nomi con il segno emblematico del loro numero e di quello delle quattro lettere del nome di Jehovah alla quale corrispondono.

Questo ha dato luogo alle quattro decadi emblematiche del tarocco:

il bastone che raffigura Jod, la coppa lo hé, la spada il vaf e il danaro lo hé finale.

Le tradizioni popolari della magia dicevano che colui che possedeva le clavicole di Salomone era in grado di parlare con gli spiriti di tutti i generi e di farsi obbedire da tutte le forze della natura.

NOMI DIVINIultima modifica: 2009-08-08T17:06:02+02:00da ourorboros
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